1. Inizio

Tutto ha inizio con una fine se ci pensi. Inizi la giornata quando hai finito di dormire. Inizi a fare colazione quando hai finito di preparare il caffè. Inizia il silenzio quando finisce la musica. Inizia la calma quando è finita la tempesta. Inizi a dormire quando finisci di stare sveglio. Muori quando hai finito di vivere. Inizi un viaggio quando hai finito di stare fermo. Inizi una nuova vita quando finisci quella vecchia.

Ti ricordi le notti passate a parlarne? Siamo come i gatti se ci pensi. Di vite non ne abbiamo solo una. Oppure sarebbe il caso di dire che è una, ma di tanto in tanto ce ne dimentichiamo, pensiamo non ci appartenga. E la lasciamo li. Poi un giorno ti svegli e dici: “Eh no cazzo!”, e ti girano. E come se ti girano. E te la riprendi in mano. La tua vita. Ed è sempre la stessa. Ma è come se fosse nuova. Sconosciuta. E il mattino è scintillante e la sera elettrica. E la notte lunga e piena di sogni. E senti di nuovo quel sapore tra le labbra. E qualcosa di nuovo sta nascendo. Anche se è fragile, come un piccolo germoglio in balia delle intemperie. Devi averne cura.

Mi sono licenziato. Ed è così che tutto è iniziato. Con una fine, come ti dicevo prima. Una fine netta, definitiva, lucente. Uno scalino, uno spartiacque, una morte, una nascita. Il giorno prima è bianco. Quello dopo nero. Che voglia di riprendermi in mano la vita! Ti ricordi le ore passate a ricamare pensieri? E quando ci sentivamo come in un vasetto di colla, dove più cerchi di muoverti e uscirne e più sprofondi? Mi sentivo di nuovo così. Peggio di così. Il sole tramontava a Stoccarda e si nascondeva furtivo dietro ai capannoni industriali. L’ombra fredda inondava la mia stanza d’albergo, mi copriva il volto spegnendo i miei occhi sofferenti. E come una spada mi lacerava inesorabilmente dentro. La camicia ben riposta nell’armadio. La cravatta appoggiata sullo schienale della sedia. La giacca solitaria appesa all’attaccapanni. Una valigia triste. E io disteso, in solitudine, su di un letto asettico e malinconico. A fissare le finestrelle della mia cella che inesorabilmente si spegnevano. Ogni cosa sembrava la perfetta composizione della fine. Se mi chiedi di descriverti la fine, probabilmente lo farei così. Quanto ti ho pensato quella sera. Ho pensato a tutti i nostri sogni. A tutti i colori che volevamo lanciare sulla tela della nostra vita. Mi sono ritrovato in un mondo in bianco e nero.

E così mi sono svegliato, ho guardato quella faccia da ebete allo specchio e ho detto: “Eh no cazzo! Questa non può essere la mia vita.”. Non credi? E quindi è ora di ripartire. Il sole sorge a Est. Quella è la direzione.

Indonesia amico mio. Abbiamo deciso così. Andiamo a prenderci il sole che sorge.

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9 thoughts on “1. Inizio

  1. Il buongiorno si vede dal mattino…
    Questo 1. Inizio è soltanto un anticipo di quello che sarà sicuramente un altro meraviglioso blog di viaggio e di vita! Tanti tanti complimenti Fabio! Un abbraccio e alla prossima 🙂

  2. Bell’inizio, sembri un mio coetaneo, Jack Kerouac negli anni ’40. E’ il momento della creazione di una nuova “Beat generation”. Voi sarete i nuovi poeti Beat. Se mi permettete seguirò il vostro viaggio in silenzio e senza disturbare.

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